Lunedì 14 Settembre 2009 00:00    Stampa

Da ricerca soluzione alla fame nel mondo: mangiare.

Scienza e Tecnologia

fame nel mondoI risultati della ricerca potrebbero rivelarsi la chiave di volta per risolvere, forse per sempre, il problema della malnutrizione e della fame nel mondo.

Lo studio, diffuso nei giorni scorsi dalle riviste scientifiche di tutto il mondo, sta facendo discutere gli addetti ai lavori e apre scenari impensabili fino a ieri nella lotta alla fame. La ricerca è stata condotta nei laboratori dell'Università di Bligheim, Belgio, e guidata dal prof. Dewitte e dal suo team.

"Abbiamo cercato di affrontare il problema da diverse angolazioni" ha spiegato Dewitte, "L'obiettivo era quello di scoprire come fosse possibile fermare la fame in diversi scenari. Come mai, ad esempio, gli europei ed i nordamericani non soffrono di questa patologia mentre in tantissime zone dell'Africa sì?".

Per risolvere l'enigma la squadra di ricerca ha messo a confronto, per 6 anni, alcune famiglie campione europee con altre provenienti da zone dell'Africa dove si manifestava il problema. "Dopo lunghe analisi e osservazioni abbiamo scoperto che la differenza principale risiedeva nel fatto che le famiglie europee mangiassero regolarmente, anche più dello stretto necessario, mentre quelle africane no".

Rimaneva però il dubbio che la chiave di lettura potesse essere inquinata da altri fattori esterni, ad esempio gli stili di vita estremamente diversi dei due campioni. "Vestivano diversamente, facevano lavori diversi, ascoltavano musica differente. Come potevamo essere sicuri che la malnutrizione fosse proprio un effetto del non mangiare e non di uno di questi altri elementi?" ha continuato Dewitte.

Per risolvere l'interrogativo sono stati escogitati due diversi esperimenti. Nel primo sono stati invertiti gli stili di vita delle famgilie campione senza però alterare le loro abitudini alimentari. Delle famiglie africane sono state appositamente trasferite in Europa e fatte vestire e vivere secondo le usanze locali, ma sempre senza mangiare. Viceversa, le famiglie Europee sono state trasferite in Africa ed adattate alla vita locale ma dandogli la possibilità di continuare a nutrirsi regolarmente. "Il risultato è stato proprio quello che speravamo di osservare: le famiglie africane, senza mangiare, continuavano a soffrire la fame".

Ma l'Università di Bligheim, prima di divulgare i risultati dello studio, ha voluto ulteriori prove che ne dimostrassero le conclusioni. "Abbiamo preso dei neonati provenienti da ambienti dove non esiste malnutrizione e li abbiamo divisi in due gruppi: al primo è stato somministrato del cibo regolarmente, al secondo no." ha dichiarato il rettore dell'Università. "Dopo qualche giorno i bambini del secondo gruppo manifestavano tutti i sintomi della malnutrizione e un paio sono anche deceduti. Bingo. Avevamo la prova che cercavamo".

Non tutto il mondo scientifico è però convinto delle conclusioni della ricerca. In un articolo firmato da numerosi scienziati di diversi paesi e pubblicato sul Lancet vengono posti importanti interrogativi: "Se i risultati della ricerca sono affidabili, come mai una soluzione così semplice non è stata ancora adottata a livello globale?". E ancora: "Se bastasse mangiare per non far morire di fame milioni di persone, avremmo già risolto il problema. Le spese per portare tutto il mondo al fabbisogno minimo giornaliero di cibo potrebbero essere sostenute ed è impensabile che non sia ancora stato fatto.".

 

 

 

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 14 Settembre 2009 14:46 )