Roma. Un giovane studente universitario di Odontoiatria si è recato all’ospedale Santa Maria del Soccorso Stradale per ritirare analisi di feci e urine per un controllo di routine.
Essendo il reparto al quinto 5 piano decide di prendere l’ascensore. Mentre legge attentamente la targhetta per scoprire quale fosse il limite di peso sopportabile dall’ascensore, questo si arresta bruscamente ma le porte non si aprono, lasciandolo sgomento e terrorizzato.
Il giovane ha dichiarato di avere premuto diverse volte il pulsante di richiesta di aiuto, ma che nessuno ha mai risposto.
E' rimasto per ben tre giorni immobile nutrendosi dell’unica cosa che aveva: il contenuto dei suoi recipienti per analisi.
E' circa alle 9 della mattina del terzo giorno che un inserviente incuriosito dalla scena lo picchietta sulle spalle e gli fa notare che sta occupando abusivamente l’ascensore di cui altri pazienti potevano avere bisogno, e che ad ogni modo era disgustoso.
Solo a quel punto lo studente si rende conto della realtà: le porte erano aperte, ma quelle posteriori. Lui però non se ne è accorto.

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