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La dichiarazione è arrivata durante la rituale conferenza stampa del Giovedì, dedicata alle minacce al mondo libero e ad Israele.
Teheran. L'incontro con i giornalisti del presidente iraniano Ahmadinejad, nel quale esponeva i soliti irrealizzabili piani per distruggere l'Occidente e cancellare lo stato di Israele dalle mappe, ha preso, a detta dei presenti, una svolta inaspettata.
Inizialmente tutto si è svolto regolarmente. Nei primi venti minuti Ahmadinejad ha ringraziato nuovamente i giornalisti per i sentiti complimenti per la sua schiacciante vittoria elettorale e si è poi dilungato, essendo un appassionato di storia, sui metodi per convincere chiunque non sia mai andato a scuola e non sappia leggere del fatto che l'Olocausto non sia mai avvenuto.
Arrivato il turno di un reporter di Etemod, organo di stampa ufficiale del regime, il giornalista ha iniziato il suo intervento con "Presidente Ajinemad..." sbagliando la pronuncia del nome.
Accortosi dell'errore il giornalista si è interrotto, visibilmente agitato. Gli uomini della sicurezza del presidente hanno prima portato la mano agli auricolari, poi si sono mossi verso il reporter.
Dopo qualche attimo di tensione, durante i quali gli altri giornalisti presenti rivolgevano occhiate sdegnate verso il goffo reporter, accade l'inaspettato.
Ahmadinejad, con un sorriso ed un espressione rilassata fa' segno alla sicurezza di fermarsi. "Non è grave" ha dichiarato con una risatina. "Neanche io riesco sempre a pronunciare correttamente il mio nome".
La platea di giornalisti rimane sorpresa e silenziosa. "Quando ero piccolo ho ricevuto molte punizioni dai miei genitori perchè non riuscivo a pronunciare il cognome della nostra famiglia" ha continuato Ahmadinejad, "ma crescendo sono arrivato alla conclusione che non si può punire qualcuno perchè non riesce a pronunciare bene una parola. Essere omosessuale, o ebreo, quello sì che sarebbe un problema" ha concluso scatenando l'ilarità della stampa presente.
Il giornalista di Etemod è stato poi intervistato dai suoi colleghi sull'accaduto ed ha dichiarato "Mi dispiace di aver sbagliato, non volevo. Ringrazio di cuore il presidente per la lezione morale di oggi e mi complimento anche per essere riuscito ad alleggerire la tensione con quelle battute su ebrei ed omosessuali".

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